Alzheimer: il bilinguismo contrasta l’insorgenza del morbo

L'Alzheimer è una forma di demenza degenerativa. Secondo un recente studio scientifico, il bilinguismo contrasterebbe l'insorgenza di questa patologia.

Alzheimer bilingue
Alzheimer: il bilinguismo contrasta l'insorgenza del morbo

Il morbo di Alzheimer è una delle forme più comuni di demenza degenerativa e di solito si manifesta intorno al sessantacinquesimo anno d’età per ragioni per lo più sconosciute. Secondo un recente studio scientifico italiano, il bilinguismo contrasterebbe l’insorgenza di questa patologia.

La notizia è stata appresa di recente da un articolo, incluso nella rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), e sta dando il via a nuovi approfondimenti da parte degli esperti. La ricerca in questione è stata coordinata da Daniela Perani, direttrice dell’ “Unità di Neuroimaging molecolare e strutturale in vivo nell’uomo” dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e anche docente all’Università Vita-Salute San Raffaele.

Com’è stata svolta la ricerca sull’Alzheimer?

Gli studiosi hanno preso in considerazione 85 pazienti affetti da Alzheimer, di cui metà monolingui e metà bilingui, e li hanno sottoposti ad alcuni test cognitivi, con il fine di valutare la memoria verbale e visuo-spaziale. I pazienti bilingui sono stati in grado di riconoscere più luoghi e più volti rispetto ai monolingui.

Com’è possibile che il bilinguismo contrasti l’insorgenza dell’Alzheimer?

“È proprio perché una persona bilingue è capace di compensare meglio gli effetti neurodegenerativi della malattia di Alzheimer – spiega Daniela Perani – che il decadimento cognitivo e la demenza insorgeranno dopo, nonostante il progredire della malattia”. La conclusione dei ricercatori è che il bilinguismo costituisce una vera e propria “riserva cognitiva”, capace di difendere l’individuo dall’avanzamento del morbo di Alzheimer.

Basta conoscere due lingue per combattere l’Alzheimer?

In realtà non è così. Secondo Daniela Perani, infatti, “più le due lingue sono utilizzate, maggiori sono gli effetti a livello cerebrale. Il punto non è quindi conoscere due lingue, ma usarle costantemente in maniera attiva e durante tutto l’arco della vita. Questo dovrebbe suggerire alle politiche sociali degli interventi atti a promuovere e mantenere l’uso delle lingue”, al fine di contrastare una delle forme più comuni di demenza degenerativa, che è l’Alzheimer.

 

Potresti essere interessato anche a 

About Clarissa Cusimano 25 Articoli
Studentessa di lettere classiche e articolista con la radicata passione per la scrittura, sogna di lavorare nel settore dell'editoria e di viaggiare in giro per il mondo come reporter, alla scoperta di nuovi luoghi e di culture sconosciute.

1 Trackback / Pingback

  1. Cuffia che legge il pensiero dei pazienti paralizzati e affetti da SLA

I commenti sono bloccati.