Aviaria, di nuovo in Italia: morti 600 tacchini, a rischio 20 mila volatili

Ritorna l’aviaria in Italia, mietendo già morte in un allevamento veneto: deceduti tacchini. A rischio oltre 20 mila volatili.

Ritorna l’emergenza aviaria nel nostro paese. In Italia, già si contano le prime vittime animali in un allevamento di pollame a Giare di Mira, in provincia di Venezia, dove risultano a rischio più di 20 mila tacchini. Secondo un rapporto sull’aviaria diffuso pochi giorni fa, sarebbero già morti 600 animali a causa del virus.

Un primo caso di aviaria era già stato segnalato a Grado, dove è stata ritrovata priva di vita un’anatra selvatica che era stata colpita dal virus H5N8, secondo gli accertamenti realizzati postumi. L’Organizzazione Mondiale per la Salute e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, hanno dato da subito l’allarme. L’allevamento colpito dal virus è stato sequestrato il 21 gennaio, proprio per capire se il bestiame fosse infetto o meno.

Gli animali, dunque, non sono esenti dall’aggressività del virus dell’aviaria che, secondo quanto riscontrato sinora, non è letale per gli esseri umani. L’influenza aviaria ha preso piede nel 2016, comportando una vera e propria mattanza tra gli animali di allevamento. La Germania è stato uno dei paesi maggiormente colpiti dal virus: si contano, infatti, ben 77 mila animali morti: tra questi, anatre, polli e tacchini che sono stati abbattuti, poiché colpiti dal virus.

Il virus in questione ha assunto una forma più violenta, in particolare, in Asia, rispetto alla forma sviluppatasi in Europa. In Cina, infatti, si contano 170 mila uccelli abbattuti e nei mercati è stata severamente vietata la vendita di pollame.

Che rischi si corrono, dal punto di vista della salute?

Il virus H5N8 non rappresenta un pericolo per la salute, secondo quanto dicono gli esperti, anche se non bisogna mai abbassare la guardia, in quanto alcuni ceppi del virus potrebbero trasmettersi dai volatili all’uomo. Certamente, le persone maggiormente a rischio sono coloro che lavorano nel settore avicolo, anche se possono avvalersi dei dispositivi di protezione per tenere a bada la trasmissione, seppur non del tutto. Al di là delle misure di sicurezza, il rischio di epidemia da contagio è davvero molto basso. Infine, è possibile contrarre la malattia anche mangiando carne bianca (pollo, tacchino) o semplicemente delle uova.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi qui il tuo commento!
Inserisci qui il suo tone