Disturbo ossessivo-compulsivo, come riconoscerlo e curarlo al meglio

In questo articolo vi spiegheremo cos'è il disturbo ossessivo-compulsivo, consentendone il riconoscimento e la cura.

Disturbo ossessivo-compulsivo curare
Come riconoscere e curare il disturbo ossessivo-compulsivo

Il disturbo ossessivo-compulsivo è un disordine di tipo psichiatrico, caratterizzato da pensieri ossessivi, che possono manifestarsi con delle compulsioni, cioè precisi atti che hanno il fine di assecondare l’ossessione fino ad arrestarla momentaneamente.

Come riconoscere il disturbo ossessivo-compulsivo

La maggior parte delle persone affette dal disturbo ossessivo compulsivo si sente vincolata e infastidita dalle proprie  ossessioni, ritenendole davvero invasive e inappropriate: sono questi i casi nei quali si reputa necessario un consulto medico. Talvolta, invece, gli individui patologici non si rendono conto di quanto le ossessioni e le compulsioni stiano compromettendo la loro vita e, anzi, reputano bizzarri e anche sprovveduti gli stili di vita degli altri esseri umani.

Vediamo insieme quali sono i sintomi più diffusi del disturbo ossessivo compulsivo, anche se, come infinite sono le combinazioni di pensiero dell’uomo, altrettanto differenti risultano essere le sue ossessioni:

  • Il ripetere un atto, ritenuto atto riparatore, come l’azione di lavarsi spesso le mani o altre parti del corpo.
  • L’utilizzo di un preciso metodo di conteggio in ogni situazione, come il contare in gruppi di quattro oppure sistemare gli oggetti in gruppi di pari o di dispari.
  • Il porsi dei limiti particolari, che non c’entrano con l’obiettivo, come raggiungere una meta compiendo un certo numero preciso di passi
  • Il concentrarsi sulla geometria degli oggetti, cercando di allinearli perfettamente o di porli in modo simmetrico o asimmetrico tra loro.
  • La convinzione che svolgere precisi rituali serva a scongiurare disgrazie e negatività: questo sintomo può sfociare anche in un fanatismo patologico.
  • Il timore della contaminazione fisica tramite le secrezioni del corpo umano, gli oggetti toccati da altre persone o addirittura il contatto fisico.
  • L’ipocondria, cioè la paura o la convinzione di essere malati.
  • La tendenza ad accumulare sempre oggetti privi di utilità, dei quali ci si sente in qualche modo dipendenti.
  • Il voler portare a compimento ogni giorno la medesima routine senza esclusioni.
  • La fissazione per una parola, per un numero, per un colore, per una persona, per un sentimento.

Come curare al meglio il disturbo ossessivo-compulsivo

Oggigiorno esistono vari metodi per combattere il disturbo ossessivo-compulsivo, vediamo insieme di quali si tratta:

  • Terapie comportamentali: Di gruppo o individuali, le terapie comportamenti sono utili per acquisire coscienza del disturbo ossessivo-compulsivo e per combattere l’ansia e la depressione, dirette conseguenze della patologia, che non fanno altro che amplificarne i sintomi. Le terapie comportamentali, sopratutto nei casi più gravi, possono tuttavia risultare non risolutive e necessitano quindi della combinazione con i farmaci.
  • Farmaci: Tra i farmaci più efficaci vi sono la clomipramina, un antidepressivo triciclico che inibisce la ricaptazione di alcuni neurotrasmettitori; gli SSRI, anch’essi inibitori selettivi della ricaptazione, ma questa volta della serotonina; gli ansiolitici, che riducono le attività del sistema nervoso centrale, ma che possono provocare dipendenza; i farmaci neurolettici, che agiscono su precisi neurotrasmettitori, ma che vengono utilizzati solo in casi molto gravi, come quelli che sfociano nella personalità borderline.
  • Interventi chirurgici: Un’alternativa è anche la Stimolazione cerebrale profonda, che consiste nell’impianto permanente di elettrodi nel subtalamo, per mezzo di un pacemaker, in grado di inoltrare impulsi al cervello.

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