Epatite A: cause, sintomi e come trattare la patologia

L’Epatite altro non è che l’infiammazione del fegato, che può essere dovuta a cause ben differenti l’una dall’altra, ovvero virus, farmaci, alcool e tanto altro ancora, che porta ad un malfunzionamento del fegato stesso con effetti vari sull’organismo. Oggi vogliamo parlarvi dell’epatite A, i cui casi sembrano essere in aumento purtroppo nelle aree metropolitane di Roma, Napoli e Milano; nella maggior parte dei casi questi casi hanno riguardato adulti tutti di età compresa tra i 25 ed i 40 anni. Cos’è l’Epatite A? Secondo quanto è emerso, sembra che l’epatite A altro non è che una malattia infettiva acuta del fegato causata da un virus; solitamente tra le due e le sei settimane dal contagio, avviene la comparsa dei primi sintomi e tra questi citiamo ad esempio, nausea, diarrea, ittero ovvero occhi e cute che cominciamo ad assumere un colore giallastro, feci chiari, febbre, urine scure e dolore addominale.

“Nel caso della epatite A, la protezione con il condom non impedisce la trasmissione per via fecale-orale a seguito di contatti sessuali oro-anali. Nella pratica il vaccino contro l’epatite”, ha dichiarato il Prof.Giovanni Battista Gaeta, ovvero il Professore Ordinario di Malattie infettive alla Seconda Università degli Studi di Napoli. La trasmissione dell’epatite di tipo A, avviene per lo più per via oro-fecale ossia il virus si insinua nell’organismo mangiando cibo contaminato. Come abbiamo anticipato, quelli più frequenti sono i seguenti ovvero malessere, nausea, dolori addominali e spesso ittero che è molto frequente nei casi di epatite A, ma non sono rare le forme asintomatiche.

La prima cosa quando si presentano questi sintomi è quella di consultare il medico, l’intervento tempestivo è essenziale in questi casi visto che per le tossine di alcuni di questi non esiste un antidoto ed è necessario limitarne l’assorbimento intestinale. Il Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale ha espressamente raccomandato la vaccinazione contro il virus dell’Epatite A soprattutto per i soggetti MSM.