Epilessia, cosa c ‘è da sapere: sfatati alcuni falsi miti

Ricorre oggi, 13 febbraio la giornata mondiale dell’epilessia che viene celebrata ogni anno ed è l’occasione giusta per parlare di questa patologia e sfatare tutti quei pregiudizi e discriminazioni verso coloro i quali purtroppo soffrono di queste crisi, soprattutto i bambini. L‘epilessia per chi non lo sapesse, è una condizione neurologica caratterizzata da crisi improvvise che porta alla perdita di conoscenza ed a mettere in atto dei violenti movimenti convulsivi dei muscoli, ovvero quelle che vengono definite le crisi epilettiche. Queste crisi sono per lo più improvvise ed infatti l’etimologia stessa della parola lo dice, visto che dal greco epilessia vuol dire “cogliere di sorpresa”. Nei bambini si tratta di un disturbo passeggero, visto che secondo alcuni dati, molti riescono a guarire spontaneamente con l’arrivo della pubertà, mentre tanti altri riescono a tenere sotto controllo la malattia con i farmaci.

Si tratta di una malattia che compare per lo più nella prima infanzia o una volta superati i sessant’anni di età ed è caratterizzata da un funzionamento anomalo dell’attività elettrica del sistema nervoso cerebrale; tuttavia, nonostante sia una patologia molto diffusa, le cause non sono ancora del tutto note, ma sostanzialmente i medici sono soliti dichiarare che queste crisi sono generate da un mix tra componente genetica e fattori ambientali, tra i quali traumi, infezioni, tumori, ictus e stress.

Esistono comunque dei falsi miti che vanno sfatati, come quello secondo cui coloro i quali sono affetti da epilessia non possono lavorare; ecco non è assolutamente vero che chi soffre di epilessia non può lavorare, oltre il 70% delle persone colpite può tranquillamente svolgere qualsiasi attività lavorativa, così come non è assolutamente vero che chi soffre di epilessia non può guidare la macchina o viaggiare in aereo, ma va detto che per avere la patente bisogna non avere crisi da almeno due anni.

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Ciao sono Manuela e sono laureanda in Servizio Sociale. Sin da piccolina sono stata una grande appassionata della scrittura e per questo motivo da anni ho deciso di fare della mia passione una realtà.