Ipertensione, cure sempre più inefficaci: nuova terapia con il canrenone

Sono sempre di più le persone che purtroppo soffrono di ipertensione, solo in Italia si contano circa 17 milioni di persone. Talvolta il problema può essere controllato e risolto con una giusta terapia, ma sono tanti i casi in cui, nonostante il paziente assuma costantemente delle medicine, non riesce a risolvere il problema, non raggiungendo il corretto livello di pressione arteriosa. E’ da sempre risaputo che soffrire di pressione alta rappresenta un importante fattore di rischio per eventi cardio e cerebrovascolari, come ad esempio l’infarto del miocardio ed ictus. A tal riguardo, un recente studio effettuato da un gruppo di ricercatori diretti da Giuseppe Derosa, responsabile del Centro Universitario diabete e malattie metaboliche del Policlinico San Matteo-Università di Pavia e presentato nel corso del convegno “Gli studi clinici del 2016 nel cardo-metabolico” attualmente in corso a Pavia all’Hotel Moderno della città, ha introdotto un nuovo approccio terapeutico che, almeno per il momento, sembra prodotto risultati davvero interessanti sui soggetti ipertesi.

Questo nuovo approccio medico-scientifico ha basato l’attenzione sul canrenone, ovvero un farmaco detto anche risparmiatore di potassio che pare sia in grado di riportare i valori pressori all’obiettivo, proteggendo in questo modo il sistema cardiovascolare.I ricercatori nello specifico hanno effettuato una ricerca sul campo, su un campione di 175 pazienti ipertesi ormai da diversi anni, oltre sei e mai controllati; i pazienti sono stati divisi in due gruppi, ovvero uno trattato con canrenone 50 mg al giorno e l’altro con canrenone 100 mg al giorno per una durata di tre mesi.

Al termine del periodo, i risultati sono stati sorprendenti visto che entrambi i dosaggi di canrenone pare abbiano ridotto in modo significativo la pressione sistolica e la pressione diastolica. In canrerone, dunque, sembra abbia prodotto risultati molto interessanti piazzandosi tra i migliori antipertensivi. “Questo studio dimostra in modo inequivocabile la sua efficacia anti-ipertensiva in trattamenti precoci”, ha dichiarato il Dottor Derosa.

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