Lupus: il corpo sotto attacco

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E’ stata Selena Gomez a riaccendere i riflettori sul Lupus eritematoso sistemico. E’ bastatata una foto su Instagram  in cui la popstar si è fatta ritrarre in un letto di ospedale mano nella mano con un’ altra ragazza bruna, che un pò le somiglia e sembra quasi la sorella più rande. Quella ragazza, l’ amica Francia Raisa, le ha appena donato la vita e salvato la vita. La Gomez , 25 anni, soffriva di una gravissima nefrite provocata proprio dal Lupus. Da allora molti, in tutto il mondo parlano di questa malattia e cominciano a scoprirla di più. Un disturbo autoimmune che può causare conseguenze diverse: da un semplice eritema alla febbre, dalla stanchezza fino ai gravissimi problemi renali che hanno colpito la popstar. Nel mondo ne soffrono 5 milioni di persone, soprattutto giovani donne.

 

PROBLEMA AL femminile

Il 90% dei chi soffre di Lupus è donna.
“E’ probabile che gli ormoni o il cromosoma X giochino un ruolo importante come fattore scatenante” dice il Professor Carlo Selmi, responsabile Reumatologia e Immunologia Clinica hi Humanitas e docente all’ Università degli Studi di Milano. ” L’ età più a rischio va dai 15 ai 40 anni. E’ una malattia sistemica e può colpire molti organi: la pelle, i reni, le articolazioni, il sistema nervoso centrale, l’ apparato circolatorio”.

Questione di geni e ambiente

Ma perchè il Lupus si scatena in alcune donne?
“Le ricerche più recenti hanno limitato il ruolo della genetica. Per il resto c’è l’ influenza degli ormoni femminili, gli estrogeni e altre cause ambientali”. Fra le principali c’è l’esposizione al sole, farmaci e, come proprio di recente suggerito da alcuni studi, forse anche episodi stressanti della vita” spiega lo specialista.

PIU’ O MENO aggressivo

Non sempre, per fortuna, il Lupus ha conseguenze gravi come quelle che il caso della Gomez ha portato l’ attenzione da parte del mondo. “Ci sono forme si Lupus sistemico poco aggressive che si manifestano solo con i rossori localizzati e in cui basta proteggersi dal sole” dice il Professor Selmi.
Solo a volte il Lupus è molto grave: è il caso di Selena Gomez colpita dalla cosiddetta glomulonefrite lupica, che dannaggia il rene in modo cosi serio da portare alla dialisi o al trapianto se non con immunosoppressori in modo tempestivo. Seri danni si possono avere quando a essere colpito è il sistema nervoso centrale: dalla cefalea, alla depressione all’ ictus”.

 

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UNA DIAGNOSI complessa

Il Lupus a volte viene diagnosticato dopo anni anche per sintomi difficilmente spiegabili come febbre, astenia, perdita di peso.
“I tempi purtroppo possono essere lunghi” commenta il Professor Selmi.
“Alla diagnosi si arriva per esclusione. Ci sono esami che ricercano nel sangue gli auto anticorpi specifici: la loro presenza non sempre è segno della malattia ma è sempre riscontrata in caso di malattia. I test di laboratorio vanno eseguiti non come un esame di routine o come semplice prevenzione ma quando ci sono dei sintomi che portano a un sospetto preciso sulla presenza di Lupus“.

 

Cure differenziate

Le cure sono differenziate. ” Su alcuni sintomi dobbiamo essere molto più incisivi, su altri, come l’ eritema, meno. Si usano gli immunosoppressori, poi i corticostreroidi e gli antimalarici. C’è un farmaco biologico , il Belimumab, che agisce contro le molecole infiammatorie. Una buona notizia è che oggi, tanti altri farmaci sono in arrivo: le ricerche sono avanzate. Presto renderanno possibili cure ancora più mirate” spiega il professor Selmi.

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Diventare mamma: perchè no?

Un tempo alle malate di Lupus si sconsigliava in ogni caso di intraprendere una gravidanza.
Oggi invece non c’è più un divieto assoluto” dice lo specialista. “L’ importante è che la malattia sia tenuta sottocontrollo e si può pensare a diventare mamma”.