Pillola dei 5 giorni dopo, boom di vendite: 600 acquisti ogni 24 ore

600 acquisti ogni 24 ore: un vero e proprio boom di vendite per la pillola dei 5 giorni dopo. Uno sguardo alla prevenzione tra i giovanissimi.

Un vero e proprio boom di vendite per la pillola dei cinque giorni dopo, ben 600 acquisti ogni 24 ore. Ciò significa che i giovani non scelgono la strada della prevenzione a monte, ma preferiscono curare gli “effetti collaterali” del sesso non protetto ricorrendo a tale farmaco.

In un giro di due anni dalla loro immissione sul mercato, le vendite sono aumentate di ben 15 volte. La pillola dei cinque giorni dopo, dunque, viene utilizzata in due situazioni, in particolare: per porre rimedio a una gravidanza indesiderata, dopo un rapporto in cui non si è usato il preservativo o riparare a un’eventuale gestazione, qualora il metodo contraccettivo abbia fallito. Bisogna far capire ai più giovani – e non solo – che tale pillola è solamente un contraccettivo d’emergenza, che non va a sostituire la contraccezione “classica”.

ellaOne, questo il nome della pillola, viene, molto spesso, acquistata anche di notte e si può comprarla senza avere con sé la ricetta medica, né un test medico che accerti lo stato di gravidanza, come accadeva fino a poco tempo fa. La decisione è stata effettuata dall’Aifa, che ha liberalizzato il farmaco in rottura con il Consiglio Superiore della Sanità, emanazione del ministero guidato dal  Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Una scelta che ha dato la possibilità alle donne di ricevere subito il farmaco, senza spostarsi da un consultorio o pronto soccorso all’altro per spiegare la situazione e sperare di ricevere la ricetta per ritirarlo in farmacia. Come ha sottolineato Sara Valmaggi, Pillola dei 5 giorni dopo, boom di vendite: 600 acquisti ogni 24 ore, “Rendere libero l’acquisto di questo metodo contraccettivo d’emergenza senza l’obbligatorietà di prescrizione è stata una scelta giusta e di civiltà. Finalmente l’Italia si è allineata agli altri Paesi europei nel prevenire eventuali interruzioni di gravidanza evitando alle donne le sofferenze legate a un evento così traumatico. La relazione stessa dello scorso dicembre del ministero della Salute mette in relazione la riduzione del numero degli aborti con l’aumento delle vendite di questo farmaco (meno 9,3% rispetto al 2014 ndr). Il progresso della farmacologia e le prese di posizione chiare delle istituzioni sanitarie possono tutelare la salute oltre che ridurre inutili costi sociali ed economici”.