Reflusso esofageo: diagnosi, cura e trattamento della patologia

Sempre più spesso si sente parlare di reflusso gastroesofageo ma in pochi conoscono realmente questa patologia piuttosto fastidiosa e per certi versi anche pericolosa. Per reflusso gastroesofageo e rigurgito si intende il ritorno di materiale alimentare e succo gastrico dello stomaco in esofago, ovvero il passaggio involontario di materiale gastrico nell’esofago, un disturbo sempre più frequenti nei più giovani ma anche nei bambini piccoli, indipendentemente dal fatto se quest’ultimi siano allattati o alimentati al biberon. Le ragioni sono da ricercare per lo più negli stili di vita e nello stress, che purtroppo giocano un ruolo tanto importante quanto gli altri fattori, compresi quelli anatomici, funzionali o ancora la familiarità. Esistono diversi gradi di reflusso, ognuno dei quali ha dei sintomi comuni ma anche differenti gli uni dagli altri, ma i sintomi tipici della GERD sono rigurgito acido, bruciori e dolore retrosternale.

Secondo quanto riferito dal Professor Pier Alberto Testoni, direttore dell’Unità Operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, sembra che vi siano poi casi in cui il quadro clinico è dominato a sintomi atipici, come dolore toracico sovrapponibile a quello di natura cardiaca e sintomi otorinolaringoiatrici o che interessano le vie aeree superiori ed il cavo orale. “Sono di recente, abbiamo capito che le compromissioni di questi apparati, possono essere dovute alla malattia da reflusso”, ha dichiarato ancora il professor Pier Alberto Testoni. 

Il reflusso gastroesofageo viene diagnosticato attraverso un esame clinico piuttosto approfondito come la manometria esofagea, che consente di misurare con precisione la motilità dell’esofago e della valvola del cardias ed ancora la ph-impedenziometria, un esame che nell’arco delle 24 ore misura entità, composizione ed estensione del reflusso e dei gas provenienti dallo stomaco. Riguardo le terapie, il reflusso gastroesofageo viene trattato con farmaci che sono definiti indispensabili per la guarigione completa dalla patologia e per limitare il danno dovuto a contatto del contenuto gastrico con l’esofago, e tra questi citiamo il lansoprazolo, omeprazolo, rabeprazolo.